Castelli Romani Film Festival Internazionale è organizzato e promosso dall'Associazione Punto e Virgola 2017

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19 Settembre - 26 Settembre 2026

Albano Palazzo Savelli

Albano

Il borgo affacciato sul lago

Albano Laziale vanta una storia millenaria che unisce origini mitologiche, vestigia imperiali romane e un importante sviluppo medievale e pontificio.

A venticinque chilometri da Roma, sul cratere del Lago Albano e sulla Via Appia, c’è una città che il cinema non deve inventare: la trova già pronta.

Albano Laziale non è uno sfondo generico dei Castelli Romani. È un palinsesto. Qui ogni inquadratura porta con sé tremila anni di stratificazioni: Alba Longa nel mito, i Castra Albana di Settimio Severo nella pietra, le ville del Grand Tour nella luce, la vita viva di una città che di sera accende i locali e di giorno lascia parlano le mura.

Un festival di cinema qui non “usa” una location. La eredita.

Una città scritta per la macchina da presa

Albano sta a 400 metri sul livello del mare, esposta al Tirreno, con il lago vulcanico alle spalle e l’Agro Romano sotto. La luce cambia in un quarto d’ora: argento sul lago all’alba, oro caldo sui peperini a mezzogiorno, blu denso tra i fornici al crepuscolo. I vicoli del centro, il Corso, le piazze, i parchi e le rovine stanno a distanze da set: si cammina da un’epoca all’altra senza cambiare base.

Il motto sullo stemma — MATER URBIS — non è folklore da brochure. È il racconto fondativo del Lazio: la scrofa bianca, i lattonzoli, Alba Longa, Roma.

Un festival che nasce qui può dire, senza forzature, di stare nel luogo in cui l’Italia ha imparato a raccontarsi.

Medioevo e Dominazione dei Savelli

Sede Vescovile: Dal V secolo la città divenne un'importante sede vescovile suburbicaria.

I Savelli: Nel Medioevo il borgo fu a lungo conteso e governato dalla potente famiglia dei Savelli, che impresse un forte segno sull'assetto urbanistico (tra cui il palazzo che oggi ospita il Comune).

Controllo Pontificio: Dopo varie distruzioni e saccheggi, nel 1699 passò sotto il possesso diretto e inalienabile della Camera Apostolica (Santa Sede), conoscendo una nuova fase di fioritura e il tipico impianto a tridente del centro storico.

Età ContemporaneaIl nome: L'appellativo "Laziale" fu aggiunto con regio decreto nel 1872 per distinguere la località da altri comuni omonimi d'Italia.

Resistenza: Durante la seconda guerra mondiale la città subì pesanti devastazioni e il suo territorio si distinse nella lotta al nazifascismo, ottenendo il conferimento della medaglia d'argento al valor militare per la Resistenza.

Palazzo Savelli è uno storico palazzo del centro di Albano Laziale, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani. Attualmente, ospita la residenza municipale del Comune di Albano Laziale.

I monumenti: non cartoline, scene

Porta Pretoria

Ingresso monumentale dei Castra Albana, tre fornici e torri laterali. Rimase sepolta in un palazzo fino al bombardamento del 1944: la guerra la riportò alla luce. Oggi è un arco di scena naturale, pietra e ombra, ideale per title sequence, interviste notturne, camminate di personaggi che “entrano in città”. Dietro di lei c’è l’Appia. Davanti, il presente.

Anfiteatro Severiano

Unico anfiteatro dei Castelli Romani. III secolo, fino a 16.000 spettatori, arena ancora leggibile, un lato scavato nel tufo, l’altro costruito a fornici. Di giorno è archeologia. Di sera è platea. Qui la città già fa live e teatro: un festival può chiudere una serata con una proiezione en plein air e far sedere il pubblico dove sedevano i legionari. Pochi luoghi in Italia offrono un “cinema all’aperto” con questa gravità.

I Cisternoni

Sotto il seminario, un invaso romano di oltre 1.400 metri quadri e più di 10.000 metri cubi d’acqua, cinque navate, volte a botte, 31 gradini che scendono nel buio. È un set sotterraneo già pronto: umidità, eco, fascio di luce dall’alto. Thriller, documentario, videoarte, conferenza stampa fuori schema. Chi entra qui non dimentica la location.

Santa Maria della Rotonda

Un ninfeo di età domizianea diventato chiesa. Esterno quadrato, interno circolare, precedente albano del Pantheon. Mosaici marini, silenzio, geometria. Per un festival è il luogo delle anteprime riservate, dei talk “sacro e profano”, dei ritratti d’autore. La macchina da presa ama le curve: questa ne ha di perfette.

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